Wednesday, October 14, 2026
Rientro dei cervelli in Italia. Ma cosa cercano davvero i talenti che tornano?
Stipendi adeguati, flessibilità e nuove opportunità per rendere l’Italia più attrattiva.

Negli ultimi cinque anni, 4 expat su 10 sono rientrati in Italia dopo un’esperienza lavorativa in Germania o nel Regno Unito. E il 32% di loro ha scelto di tornare al Sud.
Qualità della vita e stabilità
Secondo uno studio della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, a spingere verso il rientro sono soprattutto la qualità della vita, la soddisfazione personale e la ricerca di una maggiore stabilità. Ma tornare non significa voler accettare le stesse condizioni che avevano spinto a partire: tra le richieste principali ci sono retribuzioni adeguate, pari opportunità professionali e un migliore equilibrio tra vita e lavoro.
Fuga dei cervelli e stipendi
La fuga dei cervelli continua a essere alimentata anche dalla difficoltà di entrare nel mercato del lavoro, dalla precarietà e da retribuzioni spesso poco competitive. In effetti, la Gen Z guadagna in media il 36,4% in meno rispetto agli over 50, anche a parità di ruolo.
Lavoro da remoto
In questo scenario, il lavoro full remote potrebbe rappresentare una parte della risposta. Eppure, mentre per molti lavoratori la possibilità di lavorare da remoto significa poter scegliere dove vivere senza rinunciare a opportunità professionali, questa modalità sembra essere sempre meno presente negli annunci di lavoro, a vantaggio di formule ibride o completamente in presenza.
Come rendere l’Italia più attrattiva per i talenti?
Il paradosso è evidente: si cerca di contrastare il fenomeno della fuga dei cervelli, ma quanto si è disposti a rendere competitivo il lavoro che gli expat troveranno al loro ritorno?
