La geografia del full-remote in Italia

Come il lavoro da remoto supera i confini geografici e amplia le opportunità professionali anche al Sud

I grandi poli del lavoro da remoto

In una mappa ideale del lavoro da remoto in Italia, ancora una volta sono preponderanti i grandi poli in cui la concentrazione è più alta: Torino, Bologna, Roma e Milano oscillano tutte dal 25% al 38% di concentrazione di lavoratori full remote.

Le opportunità oltre i grandi centri urbani

Eppure spostando lo sguardo verso centri urbani che non associamo solitamente a grandi opportunità professionali, emergono comunque dati molto interessanti e che segnano un collegamento tra territori e mercato del lavoro.

Il Sud Italia e la diffusione del full remote

Secondo i dati Istat riferiti al 2023 ma pubblicati solo lo scorso febbraio, al Sud il centro urbano con la maggiore concentrazione è Cagliari, con una presenza al 22% e a seguire Napoli, Bari e Palermo con una concentrazione al 15% circa, a discapito della media nazionale intorno al 13%.

Lavorare senza confini geografici

Ecco perché, anche in questo senso, è molto interessante scindere il binomio nord e opportunità professionali. Scopriamo infatti che non è così infrequente che un freelance possa collegarsi dal Sud per collaborare con un’azienda europea o con una startup internazionale.

Reti professionali più ampie e nuove possibilità

È proprio qui che emerge una prospettiva interessante: il superamento dei confini geografici permette di costruire reti professionali più ampie e capillari, in cui il luogo di residenza non determina il mercato con cui si lavora.

La libertà di scegliere come lavorare

In questo scenario, essere freelance, lavorare full-remote o essere nomade digitale non significa necessariamente aderire a un stile di vita alternativo, ma piuttosto poter scegliere tra diverse modalità di lavoro, senza che la geografia rappresenti un limite alle opportunità.

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